Rivista 46° Parallelo

La rivista 46° Parallelo nasce e si sviluppa – e, dopo 8 anni, intenderebbe proseguire nella medesima direzione – secondo i criteri qui appresso sintetizzati:

  1. mettere assieme testimonianze di montagna e di alpinismo (come recita il sottotitolo) prediligendo le esperienze umane e umanistiche. In quest’ambito, data anche la particolare composizione del Comitato di Redazione, sono compresi:
    • saggi di storia dell’alpinismo;
    • Alpinismo, esperienze dirette dei protagonisti;
    • saggi di letteratura inerente la montagna;
    • brani originali di letteratura.

    Tutto questo non dimenticando il contesto geografico (Treviso, montagne del Triveneto e particolarmente Dolomiti – e ciò rende ragione del nome della testata[1]) in cui nasce ed opera 46° Parallelo.

  2. l’impostazione grafica si connota in modo tale da privilegiare semplicità e leggibilità. La grafica contemporanea spesso si manifesta con ridondanza, artificio e troppo facile ricorso alla frantumazione. Per noi la grafica di riferimento è quella svizzera e americana. Testo ed immagini non devono essere assolutamente disturbati: niente fondini, niente finestre, nessun gratuito richiamo grafico. Le immagini sono scelte molto accuratamente (disponiamo di buoni archivi fotografici) e riprodotte sempre in bianco e nero, con la didascalia sotto l’immagine o nei pressi della stessa.
  3. interventi originali, possibilmente di buon livello concettuale e linguistico, con rigoroso controllo sulle fonti storiche, accuratissima revisione dei testi – con talora cospicui interventi di editing – e particolare attenzione a commenti, presentazioni, bibliogafia ed eventuali traduzioni. Finora sono stati pubblicati solo scritti e traduzioni inediti.

46° Parallelo – il cui numero 2008 sta per uscire – si configura come annuario, con uscita a fine dicembre, o gennaio successivo. Il numero 2001, il primo edito a stampa e di sole 48 pagine, è stato autofinanziato dagli stessi componenti la Redazione e tirato in 600 copie. Dall’anno successivo (2002) il CAI di Treviso ha patrocinato l’iniziativa e si è accollata le spese di stampa di 46° Parallelo, inviandolo poi ai propri Soci. La tiratura fino al 2006 è stata di 1600 copie a numero (in previsione di 1000 ai Soci, le altre distribuite in alcune librerie ed edicole del bellunese e del trevigiano). Fino al 2006 la necessità di limitare le spese ha contenuto il numero di pagine a circa 90, limite imposto dalla rilegatura con due semplici punti metallici. Dal numero del 2007 (uscito in marzo 2008) la rivista ha beneficiato della sponsorizzazione Sportler e ciò ha permesso di passare alla rilegatura in brossura e di portare le pagine a 120: nell’occasione è stata anche ritoccata, ma solo in parte, la grafica (fermi restando i concetti espressi al punto 2). Col numero 2007 (2008) – sponsorizzato Sportler e rilegato in brossura – vi è stato un altro importante cambiamento: la proprietà della rivista è passata, con pieno accordo delle parti, da Luca Visentini Editore al CAI Sezione di Treviso.

46° Parallelo ha un grave tallone d’Achille: la distribuzione. Finora essa si è attuata, nel migliore dei casi, in modo occasionale. Ciò è un peccato perché se i nostri sforzi non sono efficacemente divulgati corrono il rischio di risultare invisibili. Un prodotto culturale non ha senso se non viene conosciuto. Ciò è tanto più negativo se si pensa che i riscontri fin qui avuti nel campo alpinistico sono sempre stati assai favorevoli (potremmo dire talora entusiastici, in tutta umiltà). Al di là dell’indubbia qualità ed originalità di alcuni degli interventi, vengono positivamente rilevati i suaccennati criteri di impostazione – vedere i punti 1, 2 e 3.
È stata rilevata con uguale favore l’assoluta mancanza di pubblicità. Le due pagine dedicate a Sportler nel numero 2007 (2008) sono comunque risultate molto discrete e confinate alla fine della rivista, pur garantendo ad esse ottima visibilità.
La pubblicazione è regolarmente iscritta presso il Tribunale di Treviso e all’Albo Speciale dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto.

I criteri esposti precedentemente inducono la Redazione a mantenere la periodicità annuale perché solo così è possibile reperire e filtrare al meglio ciascun intervento. Noi intratteniamo proficui rapporti – talora di amicizia vera e propria – con vari esponenti, anche famosi, dell’alpinismo attuale e con alcuni studiosi di letteratura e linguistica. Uno dei componenti il Comitato di Redazione – Mirco Gasparetto – è socio accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna). Ma gli interventi ospitati da 46° Parallelo – a prescindere da quelli aventi come autori i componenti della Redazione – non sono frutto di collaborazioni fisse ma hanno il carattere dell’una tantum. Alcuni di questi hanno bisogno di tempi lunghi e vanno raccolti piano piano. Per tale ragione ci sembra più producente non prendere in considerazione una periodicità semestrale: meglio un numero all’anno fatto bene, dunque, piuttosto che due numeri semestrali di minor qualità o, peggio, raccogliticci.

Mario Crespan

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