L’Escursionismo in ambiente innevato è la logica e naturale prosecuzione delle attività estive. Tuttavia, teniamo conto che se durante l’estate si frequentano percorsi di varia difficoltà, dalla stradina forestale al sentiero facile e difficile, alle vie ferrate ed alle più elementari vie normali alle cime, durante la stagione invernale assistiamo ad una certa limitazione delle possibilità escursionistiche.
Ciò è dovuto alla presenza fondamentale di alcuni nuovi elementi:
- Il decorso stagionale porta ad una drastica riduzione delle ore utili ad effettuare l’escursione.
- Tale decorso porta ad un naturale abbassamento delle temperature dell’ambiente con conseguenze dirette sulla resa atletica e psico-fisica dell’escursionista.
- L’abbassamento delle temperature porta alla formazione di ghiaccio e vetrato che limitano fortemente le attività più impegnative a meno di praticare delle tecniche di assicurazione sconosciute al normale escursionista.
- Le basse temperature provocano la trasformazione della pioggia del semestre estivo in neve nel semestre invernale.
La neve, questo stupendo e affascinante manto candido quando arriva provoca:
- Totale copertura del terreno: scompaiono i sentieri, i segnavia orizzontali, le piccole buche, i bassi cespugli. tutto è uniforme.
- Perdita del senso del percorso, appiattimento dell’orizzonte apparente.
- Introduzione di un nuovo rischio: le valanghe.
A questo punto cosa possiamo fare in montagna d’inverno?
- innanzitutto non usciamo da soli o con gruppi di persone del tutto inesperte. Come sempre limitiamo l’escursione alle capacità della persona più debole del gruppo tenendo conto che freddo e la neve impegnano il fisico molto più che in estate e quindi gli errori diventano pericolosamente difficili da recuperare! Rivolgiamo un invito particolare ai soci del CAI che possono scambiare l’appartenza al CAI con conoscenza della montagna. Essere autodidatti non necessariamente è sinonimo di impreparati ma spesso lo è stato, come testimoniano i molti incidenti che colpiscono anche i nostri soci. Andare in montagna non basta, ascoltare i consigli di un istruttore è sempre un buon investimento.
- Partiamo per gradi, da dove si posseggano capacità tecniche adeguate: prima le escursioni con le ciaspe, quindi con gli sci da escursionismo, infine con gli sci da alpinismo. A prescidere dal mezzo scelto ci addrestriamo con umiltà alle difficoltà caratteristiche dell’ambiente invernale godendo comunque di panorami mozzafiato. È doveroso sottolineare che anche il mezzo più semplice da usare, le ciaspe, non è immune da rischi. Anzi forse il rischio è anche maggiore perchè sullo stesso persorso il tempo che ci impiega un ciaspolatore è sicuramente maggiore dello sciatore. Chiunque va in montagna d'inverno corre dei rischi, non esiste che "...se sono con le ciaspe allora le valanghe mi schivano e mentre se sono con gli sci mi travolgono..."
- Una attenzione particolare quindi per i ciaspolatori nella scelta del percorso: quello estivo non è sempre adatto ad essere percorso in inverno. I luoghi dove le escursioni vengono effettuate, devono essere zone potenzialmente a basso rischio valanghe. Ricordiamo che i percorsi programmati, possono essere variati in base all’innevamento ed alle condizioni di sicurezza anche lo stesso giorno, valutando la zona all'arrivo e durante tutta la gita sia in salita che in discesa. È per questo importante considerare, e saper leggere, i bollettini nivo-meteo relativi alle zone dell’escursione o quantomeno farsi consigliare da chi ha esperienza specifica e da persone degne di fiducia (gestori rifugi, residenti locali, etc...).
- Arrampicare su ghiaccio non esclude il pericolo di valanghe. Senza entrare in esempi specifici vi ricordiamo che arrampicare una cascata od una nord espone a scariche di neve e ghiaccio. La valutazione dell'itinerario deve quindi tenere in grande considerazione la presenza di pericolosi accumuli sovrastanti la linea di salita. inoltre l'avvicinamento alla cascata o alla nord ed il rientro vengono svolti in condizioni di ambiente innevato quindi con tutti i rischi correlati di cui sopra.
- Lo scialpinismo, lo sci fuoripista, che molti praticano come divertente variante della pista o come vera e propria fuga dagli impianti è sicuramente un mondo stupendo. Vi ricordiamo comunque che quando uscite dal tracciato battuto vi esponete ad un terreno che richiede un livello di attenzione e una consapevolezza che la pista non richiedere per nulla. Sconsigliamo di affrontare con leggerezza questo passaggio.
- La cosa più importante per chi vive la montagna invernale è essere dotati e saper usare quei mezzi di sicurezza, ARVA, pala e sonda, indispensabili per un autosoccorso. Non esiste un metodo semplice per imparare: solo provando i metodi di ricerca moltissime volte abbiamo la ragionevole sicurezza di saperli usare. Nell'andare in montagna prima la sicurezza e di conseguenza il divertimento.
Buone curve e buone ciaspolate!
(testo curato da elementi del corpo istruttori della sezione)
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