C.A.I. Treviso
 

Il logo del Centenario

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1909-2009: qualche nota sulla nascita del logo per il centenario della Sezione di Treviso del CAI
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Sono abbastanza noti i criteri generali cui deve attenersi la progettazione di un logo: concetti chiari, leggibilità, fungibilità, capacità di adattamento ad ogni situazione di utilizzo (dal distintivo al poster di metri 3 x 6, o anche più).
 In questa occasione avevo bisogno di:

  • un simbolo chiaro e riconoscibile della città di Treviso;
  • un simbolo chiaro e riconoscibile di alpinismo;
  • qualcosa che legasse la città di Treviso alle montagne e facesse riferimento alla storia della sezione.

rocciatore che scende in corda doppia dall’alto della torre civica

La città di Treviso è stata rappresentata dalla torre civica di Piazza dei Signori (lo so, non è una grande idea, né ha il pregio dell’originalità, però funziona egregiamente); l’alpinismo è stato rappresentato da un rocciatore che scende in corda doppia dall’alto della torre civica medesima (vi è una ovvia disparità di scala tra rocciatore e torre civica, ma ciò non conta troppo a livello grafico).

Per il terzo punto il cammino è stato un poco più travagliato: sulle prime avevo disegnato la sagoma di un dottor Vianello che ascendeva con bastone ai piedi della torre, ma ciò complicava troppo. Eliminato. Poi ho pensato che le Pale di San Martino – visibilissime dalla torre civica – potevano entrare egregiamente a soddisfare il terzo punto, e così è stato fatto. Dapprima volevo rappresentarle tutte (dalla Cima della Madonna all’Agner) ma sarebbero state troppo piccine. Allora alcune cime di Val Canali, Cima dei Lastei, Cima del Coro e Croda Grandami sono limitato ad alcune cime di Val Canali (terreno di elezione delle esplorazioni del dottor Vianello, ed ecco il legame con la storia della sezione) e precisamente Cima dei Lastei (a sinistra della torre), e poi, sulla destra della torre, Cima del Coro e Croda Granda. Le cime in questione sono state opportunamente sintetizzate e rese più slanciate.

le linee delle Prealpi e delle colline trevigianeMancavano le linee delle Prealpi e delle colline trevigiane, che sono state risolte con campi verdi di intensità decrescente con la lontananza (avevo fatto dei tentativi col violetto al posto del verde, ma era meno convincente).

Per il cielo ho scelto la sfumatura di blu per dare ariosità all’insieme e risalto all’alpinista in doppia: ciò ha reso necessaria la cornice blu tutto intorno per chiudere visivamente la composizione, che altrimenti sarebbe risultata “aperta” in corrispondenza della zona chiara di cielo.

 A tutto questo sono state aggiunte parole e logo del CAI nazionale. Se si va in riduzione accentuata – come ho avvertito – parole e logo del CAI diventano illeggibili. In tal caso è preferibile cancellarle tutte, o alcune, riportarle all’esterno e lasciare il logo senza alcuna scritta. Il logo, di fatto, è disponibile:

  • a colori con scritte;
  • a colori senza scritte;
  • in bianco e nero con scritte;
  • in bianco e nero senza scritte.

Per concludere. Mi rendo conto che non ho avuto intuizioni grafiche mirabolanti (avevo visto il logo disegnato in occasione dell’80° anniversario della nascita della sezione, vent’anni fa e, tranne l’alpinista in doppia, usava esattamente gli stessi elementi, cioè la torre civica, le colline, il cielo, le montagne. Li usava però troppo realisticamente, era cioè una specie di quadretto, c’erano le nubi, sfumature, prospettiva etc, insomma non era un logo, inoltre le montagne erano informi). Con i medesimi concetti – certo, assai elementari ma funzionali – e aggiungendo il doppista io ho solo tentato di semplificare e graficizzare. Sicuramente si poteva fare di meglio, ma occorreva più tempo e si sollecitava la chiusura del lavoro. Ma non cerco scuse, e poi accade sempre così, c’è sempre qualcuno che ti incalza, e non è un male perché in tal modo i lavori vengono conclusi. In fede.

Mario Crespan
Carbonera (Treviso), 19 dicembre 2008