C.A.I. Treviso
 
Pasubio: 52 gallerie con la luna
di Fausto Dalla Riva
Racconti e testimonianze per i 100 anni del C.A.I. di Treviso, in collaborazione con il Gazzettino

Articoli del centenario
 
Pasubio: 52 gallerie con la luna

Sulla strada del Monte Pasubio lenta sale una lunga colonna. L'è la marcia de chi non torna,de chi se ferma a morir lassù
Chi ama i canti di montagna non ha difficoltà a indovinare il nome e il testo della canzone che ricorda struggente i nostri soldati che nel primo conflitto mondiale sulla cima del Monte Pasubio combatterono per difendere i confini della nostra patria.
Ora le salme dei 5017 caduti italiani e dei 60 austriaci che lassù morirono sono raccolte nel maestoso Ossario di Pian delle Fugazze (oggi arricchito anche da un bellissimo e moderno museo) in Comune di Valli del Pasubio, ai confini con la Provincia di Trento.
Qui, ogni anno, l'ultima domenica di Giugno vengono ricordati con una solenne cerimonia tutti i caduti di quelle battaglie così come ogni prima domenica di settembre più in alto, verso la cima del massiccio del Pasubio, nella Chiesetta delle Sette Croci, voluta dal cappellano militare Mons.Galloni, viene fatto il pellegrinaggio degli Alpini per onorare i loro commilitoni caduti.
Ma oltre alle strade degli Scarubbi e degli Eroi che conducono alla cima del monte ci sono innumerevoli altri sentieri che sono diventati percorsi escursionistici di grande fascino.
Specie d'estate, migliaia di escursionisti si inerpicano su quei percorsi per raggiungere il Rifugio Generale Achille Papa e da lì visitare e percorrere i sentieri di guerra, le trincee, i camminamenti, le gallerie e le fortificazioni fino a raggiungere Cima Palon a quota 2.232 m. con adiacenti i famosi Dente Italiano e Dente Austriaco (all'interno dei quali sono state scavate dai soldati le famose gallerie che hanno dato luogo alla guerra di mine). Sotto quelle rocce, insepolti, giacciono ancora numerosi soldati italiani sommersi dall'esplosione della mina che ha fatto precipitare tutta la roccia sovrastante.Ma ugualmente famosa è la Strada delle 52 Gallerie, definita dal Gen.Cadorna impresa da giganti, creata in tempi velocissimi dai soldati del Genio dal marzo al novembre 1917, al comando del cap.Picone che scavando nella roccia da quota 1200 di bocchetta Campiglia, ha creato l'omonimo percorso delle 52 Gallerie che raggiunge quota 2000, dove ora c'è il Rifugio Papa. La lunghezza complessiva del tracciato è di circa 6.300 m.dei quali ben 2.300 distribuiti nelle 52 gallerie e i restanti intagliati nei roccioni.
Questo percorso serviva come alternativa, in quanto scavato all'interno della roccia, alle altre strade che erano scoperte e che venivano percorse dai soldati e dai carriaggi e quindi facilmente colpite da parte degli Austriaci.
Ora la strada delle 52 Gallerie è un Monumento Storico, un Ecomuseo,testimonianza del grande valore dell'ingegneria militare ed oggi è diventato uno dei più suggestivi percorsi estivi degli amanti della montagna. Migliaia sono gli escursionisti che da tutta Italia ma anche dai paesi Europei vengono a percorrere questi sentieri. Sono solo percorsi estivi perché d'inverno, imbocchi e sbocchi delle gallerie vengono ostruiti dalla neve che ne impedisce il passaggio.
Ma d'estate, nelle notti di luna piena, da un po' di tempo è iniziata anche una nuova avventura, quella di affrontare le Gallerie al chiaro di luna. Così compagnie sempre più numerose hanno scoperto il fascino dell'escursione notturna, in mezzo a una natura incantata e a una luna leopardiana che sta lassù a guardare e con la quale diventa spontaneo il colloquio, l'eterno Che fai tu luna in ciel, dimmi che fai silenziosa luna.Somiglia la tua vita alla vita del pastore.
E una commozione profonda coglie l'escursionista nel suo andare notturno che gli fa sperimentare concretamente quel legame misterioso fra cielo e terra.
Così questo Pasubio, già luogo di dolore e di morte, è diventato luogo di incontro, luogo di amicizia. E'diventato un Monte Sacro alla Patria assieme al Grappa, al Sabotino e al San Michele. Questi luoghi ancora lacerati dalle esplosioni delle bombe sono diventati il santuario di chi vuole percorrerli associando la passione per le altitudini della montagna ai ricordi, tragici e indelebili che hanno scritto la Storia di quegli anni 1915/1918.Penso che per gli amanti della montagna e per le Associazioni Alpine questo percorso, se già non lo fosse, dovrà venire inserito fra quelli più belli che meritano di essere visitati e frequentati.
Anche perché ai tempi eroici delle prime ascensioni alpine a Valli del Pasubio (già Valli dei Conti e dei Signori : Vallium Comitum et Dominorum) esisteva un gruppo di Guide Alpine munite di regolare patente rilasciata dal CAI di Schio che già allora contribuirono notevolmente a far scoprire agli amanti della montagna, vicentini, trentini e non solo, le bellezze di queste montagne, delle nostre affascinanti Piccole Dolomiti, accompagnandoli e guidandoli nelle loro escursioni.
Perciò per la prossima primavera, quando le nevi ancora una volta si saranno disciolte, vi invito a dedicare qualche giornata del vostro tempo libero a questi luoghi meravigliosi, che vi attendono come si attende una persona amata,e che da lontano scrutano l'arrivo ansimante del loro ospite.


Fausto Dalla Riva,
Sindaco comuni Valli del Pasubio


tratto dal Gazzettino del diciasette dicembre 2008