C.A.I. Treviso
 
Un percorso spirituale
di Sergio Dalla Rosa
Racconti e testimonianze per i 100 anni del C.A.I. di Treviso, in collaborazione con il Gazzettino

Articoli del centenario
 
Il Cammino delle Dolomiti:un percorso spirituale

L’idea del Cammino delle Dolomiti è nata nell’ambito dei lavori preparatori del Sinodo Diocesano di Belluno-Feltre, conclusosi con una grande assemblea nell’autunno del 2005 e con la pubblicazione del Libro Sinodale da parte del vescovo Giuseppe Andrich pochi mesi dopo.
Si tratta di un itinerario comprendente ben trenta tappe, che percorre ad anello tutta la provincia di Belluno, partendo ed arrivando al Santuario dei Santi Vittore e Corona che, dalle pendici del monte Miesna, domina la città di Feltre.
E’ stato chiamato “cammino” con riferimento ad altri itinerari più blasonati, che sono, insieme, percorsi escursionistici e spirituali. Si pensi, tra l’altro, al più famoso di essi, il Cammino di Santiago di Compostela.
Anche il Cammino delle Dolomiti propone bellissime escursioni tra montagne meravigliose, che possono anche essere vissute come autentici pellegrinaggi nel grande santuario della natura. Non mancano poi, nel corso delle diverse tappe, i luoghi propriamente dedicati al mondo dello spirito, dal Santuario dei santi martiri Vittore e Corona, ai santuari della Madonna di Alleghe e del Nevegal, come pure al santuario del Cristo di Pieve di Cadore o alla certosa di Vedana.
Il camminare verso una meta spirituale è comune in tante culture, sia nell’ambito cristiano che in altre religioni, sia in Oriente che in Occidente. Nel mondo cristiano il pellegrinaggio viene praticato fin dai primi secoli. Le più celebri mete del pellegrinare, dal Medio Evo in poi, sono Gerusalemme, Roma e Santiago di Compostela. A Gerusalemme era particolarmente venerato il sepolcro di Cristo, a Roma la sede del papato con le celebri basiliche dedicate ai Santi Pietro e Paolo, colonne della chiesa, a Santiago la tomba di San Giacomo Apostolo, che aveva per i medievali un particolare fascino in quanto situata ai confini del mondo allora conosciuto, nei pressi di Fisterre (“finis terrae”).
Per Gerusalemme abbiamo un’antica testimonianza intitolata “Peregrinatio Etheriae”, che è una specie di guida del pellegrino composta da una certa Eteria, pellegrina anch’essa, nel quarto secolo.
Ma cosa ha spinto e spinge ancora tante persone ad intraprendere un viaggio, spesso pericoloso e sempre faticoso, verso mete simboliche riconosciute come significative?
Non è facile rispondere, anche perché ogni pellegrino ha le sue personali motivazioni, che spesso non ama comunicare agli altri.
Possiamo dire anzitutto che il camminare è una metafora del vivere. Chi si muove è vivo. Se poi si muove verso una meta, il pellegrino ha coscienza di un progetto che si realizza lentamente attraverso delle tappe e delle strategie, che richiedono un’attenta programmazione: è in fondo quello che dovrebbe essere una vita umana vissuta pienamente. Ognuno di noi infatti nasce con un bagaglio di potenzialità, viene educato dai genitori e da diverse altre agenzie che lo aiutano a sviluppare le sue potenzialità e si realizza come persona unica ed irripetibile nel corso degli anni, dall’infanzia alla maturità alla vecchiaia, secondo una progettualità, in parte innata ed in parte frutto del proprio impegno.
Nel Cammino delle Dolomiti le tappe proposte sono ricche di suggestioni spirituali di ogni genere. La partenza e l’arrivo dal santuario dei santi martiri Vittore e Corona richiama il fascino delle radici storiche della fede, che fa riferimento a scelte lontane nel tempo, ma condivise da generazioni. Al tempo delle Crociate i feltrini hanno sentito infatti il bisogno di scegliersi dei patroni, che fossero insieme un esempio da imitare ed un aiuto nelle difficoltà della vita, “martiri” cioè testimoni della fede fino al sacrificio della vita, “patroni” cioè protettori contro le avversità di ogni genere, che incontravano quotidianamente. Da allora, il pellegrinaggio alla tomba dei Martiri è diventato una costante della religiosità popolare dei feltrini e non solo, soprattutto nei momenti di difficoltà collettive. Recentemente, è stato ricordato anche sui giornali il grande pellegrinaggio del 1943, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, per riportare sul Miesna le ossa dei Martiri che erano state esposte in cattedrale a Feltre dopo una solenne ricognizione. In quell’occasione la richiesta più forte ai Patroni fu quella della pace e del ritorno in salute dei numerosi militari distribuiti sui fronti più diversi.
Egualmente piene di mistiche emozioni sono le visite previste, nelle diverse tappe, ai numerosi luoghi dello spirito disseminati tra i nostri monti, come i santuari mariani che ho già citato. Ma sono del parere che anche il semplice passare accanto alle più belle cime delle Dolomiti abbia un fascino spirituale innegabile. “I monti-ha scritto Goethe- sono maestri muti che fanno discepoli silenziosi”. La montagna è una maestra preziosa che insegna tante cose a chi la sa ascoltare in silenzio. Insegna il valore della fatica, necessaria per arrivare alla meta. Insegna il valore della fratellanza perché in montagna si va insieme per aiutarsi e non perdersi. Insegna la forza di volontà indispensabile per superare senza scoraggiarsi le inevitabili difficoltà del cammino. Insegna soprattutto il valore del silenzio che aiuta a meditare, ad ascoltare, ad ascoltarsi. Nel silenzio della montagna noi ascoltiamo la natura, la nostra fatica, i bisogni del fratello, ma soprattutto sperimentiamo la presenza misteriosa del Creatore. Ci sembra allora particolarmente giusto il rimprovero del libro della Sapienza contro i pagani che non hanno saputo riconoscere il Creatore attraverso la bellezza delle creature.
Il Cammino delle Dolomiti vuole essere una proposta discreta anche al viandante distratto del nostro tempo che nel fascino dell’ambiente può davvero approfittare di un’occasione preziosa per ri-crearsi non solo fisicamente, ma anhe spiritualmente.

Sergio Dalla Rosa,
Docente Teologia Pastorale Istituto "San Gregorio Magno" Belluno


tratto dal Gazzettino del venti dicembre 2008