C.A.I. Treviso
 
Montagne venete: una risorsa turistica
di Mara Manente
Racconti e testimonianze per i 100 anni del C.A.I. di Treviso, in collaborazione con il Gazzettino

Articoli del centenario
 
Montagne venete: una risorsa turistica da riscoprire

Il Veneto, con oltre 939 mila arrivi e 5,7 milioni di presenze, ospita circa il 10% di tutta la domanda turistica montana in Italia. Sotto il profilo dell’organizzazione turistica territoriale, la “montagna veneta” costituisce un comprensorio formato da tre Sistemi Turistici Locali (STL) che bene rappresentano la ricchezza e la complessità dell’offerta turistica alpina della nostra regione: STL Altopiano di Asiago, STL Cortina-Dolomiti e STL Belluno, cui vanno aggiunte alcune importanti aree delle province di Treviso (il Grappa) e Verona (la Lessinia). Un comprensorio che rappresenta peraltro il 9% di tutto il turismo veneto. Provviste di un’offerta ricettiva tradizionale e variegata, e di un’ampia offerta di seconde case, le stazioni alpine venete sono caratterizzate da una domanda prevalentemente domestica, con forte incidenza del segmento veneto, seguito a notevole distanza da quello lombardo. La percentuale di turismo internazionale non supera il 20%: i mercati principali sono quelli di lingua tedesca, subito seguiti dall’Est Europa, che negli ultimi anni ha mostrato una significativa dinamicità, più che compensando la riduzione recente dei flussi centro-europei. La stagione estiva si conferma, con il 56% delle presenze e il 48% degli arrivi, l’offerta comunque più gettonata, nonostante la maturità del prodotto e il trend spesso inerziale dei flussi. Complessivamente, tra il 2000 e il 2007 la montagna veneta ha registrato un +9,8% degli arrivi, contro un -3,6% delle presenze, confermando così la tendenza ad un progressiva contrazione della durata del soggiorno. La dinamica di medio termine sottende peraltro delle criticità che l’offerta veneta condivide con tutto l’arco alpino e che sono legate ad alcuni fattori comuni. In primo luogo la tendenziale minore capacità di attrazione del prodotto "tradizionale", sia estivo che invernale, a fronte dell’evoluzione nelle caratteristiche e nei comportamenti della domanda (aumento degli sciatori-vacanzieri e degli accompagnatori; crescita del mix di motivazioni: dalla pratica sportiva multiforme al relax al benessere alla cultura). Resta infatti generalmente ancora debole, per la montagna, l'associazione con le componenti di svago e divertimento, ovvero con quegli elementi della vacanza che più destano interesse sia nei giovani che nei mass media. A ciò si affianca la crescente complessità del contesto competitivo che, non più limitato alle sole località montane, si estende a modalità differenti di utilizzo della risorsa "montagna", nonché alla possibilità di alternative esotiche nella vacanza invernale. A tali considerazioni si legano peraltro quelle sulla sostenibilità, in un ambiente particolarmente sensibile, dove l’innovazione e il ringiovanimento del prodotto possono richiedere interventi in qualche misura “invasivi” quali ad esempio impianti di risalita, campi da golf, resort, e così via. Infine, sulle problematiche prettamente turistiche si innestano i trend più generali della montagna – dalla perifericità fisica, sociale ed economica, allo spopolamento all’invecchiamento della popolazione – nonché le conseguenze legate ai cambiamenti climatici e, in primis, alle condizioni di innevamento. Anche il prodotto montano veneto, dunque, sta vivendo una fase di maturità e contemporaneamente di trasformazione, rispetto alla quale le parole chiave dovranno essere trasversalità, rappresentata dall’integrazione con le attrazioni e i prodotti del territorio, e distintività delle destinazioni. Se dotazione e modernizzazione infrastrutturale, da un lato, ampiezza dei comprensori sciistici, dall’altro, sembrano diventare sempre più elemento di competitività che rafforza l'idea di “sistema”, nella stagione invernale, per l'estate, invece, l'importanza dell' “atmosfera” del luogo, della cura dell'ambiente, dei prodotti tipici, l'attenzione al benessere risultano essere gli elementi chiave e di successo, spesso in grado di dare una “specificazione” alla destinazione montana. A performance positive, insomma, vanno associate politiche mirate che si concretizzano nelle seguenti azioni: differenziazione dei prodotti e in particolare potenziamento dei complementari al “tradizionale” estivo e invernale con offerte legate all’enogastronomia, al benessere, agli aspetti culturali; ideazione e creazione di attrattive “ad hoc” all’insegna dell’innovazione e dell’utilizzo delle nuove tecnologie; qualificazione dell’offerta per target specifici e attenzione per il segmento “famiglie”.
Si tratta, in definitiva, di azioni che hanno come obiettivo principale quello di soddisfare una domanda sempre più orientata ed esperta, e che rendono più competitivi i prodotti tradizionali favorendo anche la destagionalizzazione. Il risultato che ne deriva è così un’identificazione “destinazione-prodotto-target” sempre più immediata ed evidente.


Mara Manente,
direttore Ciset


tratto dal Gazzettino del dieci gennaio 2009