C.A.I. Treviso
 

Soccorsi CNSAS Belluno-Crespano

 

Codici di gravita' dei soccorsi
Cause ed attivita' degli incidenti
Stato assicurativo delle persone soccorse
Conclusioni

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Attivita' operativa di soccorso 2008

La stagione 2008 ha segnato una crescita assolutamente rilevate degli interventi di soccorso effettuati dalle 20 Stazioni della 2^ Zona Delegazione Bellunese e dal Servizio dell'Elisoccorso Bellunese e da quello di Treviso. Va infatti ricordato che, rispetto al quinquennio 1999/2003 il numero degli interventi è aumentato del 43% (numero assoluto n. 1.684 contro n. 2.409 interventi) ed il numero delle persone soccorse del 34% (numero assoluto 2.366 contro n. 2.953). Questi i dati oggettivi, senza fronzoli retorici. (nota: le percentuali originali del soccorso erano sbagliata e questo testo è stato corretto in data 10/02/2010)
Il fatto è di per sè un invito a considerare la necessità improcrastinabile di mettere in campo azioni concrete e continuative per cercare di contrastare questo trend. La tabella comparata degli interventi dell’ultimo decennio manifesta con precisione questa situazione ed è utile per prevedere un’ulteriore crescita dell’attività.

Dati CNSAS BL

Codici di gravita'

Per quanto più espressamente attiene alla diagnostica analitica degli interventi, oltre ai n. 280 illesi tratti in salvo (40,69% delle persone complessivamente soccorse), si deve constatare un valore in sensibile aumento rispetto all'annata precedente delle persone ferite (vari codici di gravità) recuperate dal Soccorso Alpino che raggiungono il numero di n. 363 (52,76% delle persone complessivamente soccorse). Particolare attenzione merita la disamina delle persone decedute. Il dato statistico tragico, secondo solo all’anno 2007 quando furono recuperate n. 44 persone decedute, segna in ogni caso n. 43 salme recuperate (6,25% delle persone soccorse). In questa fattispecie si segnala come dato da tenere in assoluta evidenza che il 32,55% dei decessi è relativo a cause per arresti cardio-circolatori.

Cause degli incidenti ed attivita' coinvolte

Merita rimarcare in dettaglio quelle che sono le attività maggiormente coinvolte e le cause degli incidenti.
Si deve constatare come le cause ascrivibili alla mancata preparazione fisica e psicofisica siano rappresentino una percentuale ragguardevole, il che deve essere un segnale d’allarme. Il 16,86% degli interventi complessivi è stato portato a favore di soggetti che hanno accusato infarti (n. 14 decessi), malori ed affaticamenti vari, mentre il 17,15% di interventi dovuti alla mancata preparazione tecnica ed esperienza e alla perdita di orientamento. Si perviene, dunque, al valore del 34% di missioni compiute a causa dei così detti fattori soggettivi, condizioni di per sé non imputabili al fattore ambientale, ma alla superficialità con la quale spesso si affronta il sistema montano, ivi inclusa l’indubbia preparazione fisica. Una persona su tre viene, dunque, soccorsa per queste ragioni.

Altro fattore davvero impressionante che deve essere valutato con estrema attenzione dagli addetti ai lavori ed in parte ascrivibile ai dati appena esposti, è che il 35,17% di incidenti sia ascrivibile alla scivolata su sentiero, neve e ghiaccio o alla caduta, fattispecie che può, nella stragrande maggioranza dei casi, essere imputabile alle motivazioni di cui sopra, cioè ai così detti fattori soggettivi (inesperienza, tipologia calzature, mancata previsione delle condizioni del terreno, ecc.). Infine, quelle che sono le attività maggiormente coinvolte: l’escursionismo spicca su tutte con il 36,04%, alpinismo e ferrate con il 19,04%

Dati CNSAS BL

Stato assicurativo delle persone soccorse

Un approfondimento merita, anche alla luce della recente approvazione della Legge Regionale n. 33/07, lo stato assicurativo delle persone soccorse. I Soci CAI rappresentano il 9,44% in lieve aumento rispetto al 2007, i Soci di Dolomiti Emergency il 2,03%, mentre le persone prive di qualsiasi copertura assicurativa segnano l'84,88%.

Solo il 15,12% dei soggetti soccorsi a vario titolo dal CNSAS sono, dunque, in possesso di una copertura assicurativa, fattore che dovrebbe essere maggiormente pubblicizzato per rendere tutti consapevoli sulla necessità che Dolomiti Emergency decolli in via definitiva, tanto più considerate le finalità d’istituto di questa organizzazione.

Conclusioni

Va da sé che la frequentazione turistica del territorio veneto alpino e prealpino, nonostante le ricordate cifre, è risultata spesso inconsapevole dei rischi impliciti di qualsiasi attività praticata nell’ambiente ostile, tanto che i 590 interventi, le 688 persone soccorse e le 43 persone decedute, rappresentano in valori assoluto il valore più elevato di sempre nelle province  di Belluno e di Treviso negli ultimi 10 anni.
 Si rimarca, quindi come sia opportuno/urgente potenziare con misure efficaci, co-organizzate prioritariamente con il CAI e le Guide alpine e con l'indispensabile supporto delle PP.AA. e degli Enti Locali, adeguate campagne di sensibilizzazione, attraverso un nuovo e radicale approccio alla comunicazione della prevenzione ed informazione, che deve essere indirizzata soprattutto nel mondo della scuola e dell'associazionismo, oltre che caratterizzata dalla continuità dell’azione.

Testo tratto e liberamente adattato dalla relazione del 28 febbraio 2009 del delegato C.N.S.A.S. della 2^ zona delegazione bellunese, Fabio Bristot intervento originale qui>>