La cultura delle malghe e il futuro dell’alpeggio
Dopo i saluti di Flavio Trinca, presidente della Fondazione di Veneto Banca che ci ospita, del Sindaco di Montebelluna sig.ra Laura Puppato e di Franco Posocco presidente dell’associazione “ Premio letterario Giuseppe Mazzotti “, il coordinatore del convegno Francesco Cetti Serbelloni, presidente del Centro Internazionale di Studi sul Paesaggio Mediterraneo, e già presidente dell’associazione promotrice del convegno , inizia i lavori illustrando gli scopi dello stesso che si propone di trattare la nascita storica dell’alpeggio , il suo evolversi fino ai nostri giorni e di fare una disamina dei problemi che la realtà malghese sta vivendo nei tempi odierni e quali potrebbero essere le possibili soluzioni ad essi
.Luigi Zanzi , docente di storia della Storiografia all’ateneo di Padova, compie un excursus generale storico e geografico della realtà, che si deve intendere inizialmente come nomadismo esplorativo ossia come luogo di stazione e di alimentazione dell’animale usato come mezzo di trasporto e non allevato, cui segue la fase della scoperta del bene “ risorsa erba “ necessario per l’allevamento e quindi la civiltà della fienagione e ancora di seguito la civiltà del latte visto non come semplice nutrimento ma bene da scambiare cosi in natura o lavorato come burro e formaggio a seguito della scoperta del caglio e lo svilupparsi e perfezionarsi di questa filiera fino ai giorni nostri.
Enrico Rizzi, storico delle Alpi, presenta la genesi storica delle malghe riferita a documenti che la fanno risalire alla fine del primo millennio; a seguire ci sono stati gli interventi di Gaetano Forni, etnografo delle Alpi che ha messo in rilievo l’importanza e la validità della presenza umana negli ambienti di alta quota, di Dario Benetti, architetto, che ha illustrato le caratteristiche architettoniche e di sito degli insediamenti in alta Lombardia e di Luca De Bortoli, ricercatore per il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ( PNDB ) che ha presentato un suo lavoro riguardante le malghe insistenti nel territorio del parco e i lavori eseguiti dall’ente gestore per dotarle di attrezzature moderne, di minimo impatto ambientale ma funzionali all’allevamento, alla produzione e lavorazione del latte e ad una qualità di vita dignitosa per il malgaro.
Dopo la pausa per il pranzo hanno preso la parola relatori che ,ognuno con la propria esperienza , vivono la realtà della malga; Ugo Ciavatella salito dall’Abruzzo, allevatore di ovini e presidente del consorzio di tutela del Pecorino di Farindola, Luigi Larese Filon, gestore della malga “ Ai Lares “ sopra Auronzo , sorta sulle dismesse strutture di un deposito del Demanio Militare; Oswald Tonner, proprietario di un maso a Salorno ( BZ ) e gestore nel periodo della monticazione di malga Montalon sulla Catena dei Lagorai in Trentino, Orazio Da Rold, presidente della Coldiretti di Belluno, imprenditore agricolo-zootecnico e gestore sempre in estate di malga Maraia sempre nel territorio di Auronzo
In chiusura sono seguiti gli interventi di Cesare Lasen, botanico e già direttore del PNDB che ha illustrato le problematiche di una corretta gestione dei pascoli di alta quota e di Enrico Borghi , presidente dell’ UNCEM ( Unione Nazionale Comuni,Comunità Montane ) che ha trattato la parte politica dell’attività rurale della montagna e di come sia indispensabile che le varie realtà facciano gruppo per avere più peso nelle sedi decisionali politico amministrative.
Ha chiuso i lavori il moderatore augurando che, data l’importanza dei temi appena brevemente trattati, ci sia un approfondimento magari già nel prossimo anno .
P.S. l’ente organizzatore darà stampa agli atti.
O.N. TAM Antonio Sarzetto
Associazione “Premio Letterario Giuseppe Mazzotti “
Auditorium del Centro Direzionale di Veneto Banca
Montebelluna 21 Ottobre 2006