Croda del Becco

La Croda del Becco, la cui vetta è alta 2818 metri, fa parte delle Dolomiti di Braies. Grazie alla sua posizione segna il confine tra i territori ampezzani e quelli tirolesi, e delimita il punto più settentrionale del comune di Cortina.
A piedi del suo versante settentrionale si trova il famoso il lago di Braies.
Il suo nome italiano “Croda del Becco” deriva dal fatto che lungo le pendici i questo rilievo, prospera una nutrita comunità di stambecchi; il suo nome tedesco tedesco “Seekofel” significa semplicemente “Picco sul lago” (di Braies); le denominazioni ladine hanno, invece, due diverse origini (tratto da Wikipedia, l’enciclopedia libera):

  • il nome Sass dla Porta avrebbe origini mitologiche; deriverebbe, infatti, dalla saga del Regno dei Fanes, un antico reame della mitologia ladina che sarebbe esistito nelle attuali vallate dolomitiche in tempi immemorabili. Ogni anno, in una notte di luna piena, i pochi superstiti del popolo dei Fanes, distrutto dall’avidità di un re usurpatore, esce dall’enorme buco naturale scavato nella roccia del monte e percorre in barca il giro del lago di Braies, guidati dalla propria regina e da Lujanta, mitica eroina[3].
  • l’appellativo Cul de ra Badessa trarrebbe le proprie origini, invece, da fatti storici. Il crinale della Croda del Becco segnò per parecchi secoli il confine tra i territori amministrati dalle Regole d’Ampezzo e quelli sottoposti alla giurisdizione del castello-badia di Sonnenburg, oggi detto Castel Badia, nel comune di San Lorenzo di Sebato, presso Brunico. Verso la metà del XV secolo, tuttavia, la più celebre delle badesse di Sonnenburg, l’energica e bellicosa Verena von Stuben, tentò insistentemente di annettere la prosperosa conca ampezzana ai territori soggetti all’autorità del proprio convento. Dopo molti scontri, la badessa (che tra l’altro si era più volte ribellata all’autorità del potente vescovo di Bressanone, il filosofo e cardinale Niccolò Cusano) dovette desistere. È così, dunque, che gli ampezzani presero a chiamare sdegnosamente questo monte, dalla forma piuttosto arrotondata e che segnava il confine meridionale dei possedimenti dell’odiata badessa, Cul de ra Badessa.

La Croda del Becco offre un itinerario escursionistico. Partendo dall’Hotel Lago di Braies (1.494 m s.l.m.), si costeggia la riva orientale del piccolo bacino lacustre fino a prendere la mulattiera (segnavia n. 1) che porta sino alla forcella Sora Forno (Ofenscharte, 2.388 m) e al sottostante Rifugio Biella alla Croda del becco (in tedesco Seekofelhütte, 2.327 m), gestito dal CAI di Treviso. Alla forcella, è possibile prendere un sentiero di maggiore difficoltà che porta sino alla vetta della Croda. Dal rifugio, invece, si continua percorrendo il sentiero n. 23 che, costeggiando l’Alpe di Sennes, valica la forcella Riodalato (anche nota come Forcela de Riciogogn, a 2.331 m) e quindi scende fino al sentiero n. 19, che ricollega al lago di Braies. Nonostante questa sia una delle maggiori vie per accedere alla Croda del Becco, anche l’itinerario opposto è effettuabile.