L’arrampicata a Treviso dal Dopoguerra

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La nascita del gruppo di rocciatori al C.A.I. di Treviso
e della scuola di alpinismo Ettore Castiglioni

di Ivano Cadorin

Negli anni Trenta e Quaranta, per i ragazzi vissuti allora e di famiglia non abbiente, non era facile avvicinarsi alla montagna. Accade però a volte che, nel corso della vita, anche avvenimenti tragici possano aprire nuovi orizzonti.

A Treviso, durante la seconda guerra mondiale, dopo il bombardamento del 7 aprile del 1944, decine di ragazzi di città, in parte sopravissuti a quella tragica esperienza, vennero allontanati dalla città e raccolti in strutture del governo di allora, nei comuni di Pederobba e di Valdobbiadene.

Fu così che anch’io assieme ad altri volonterosi coetanei iniziai a salire e a conoscere il massiccio del Monte Grappa e quello del Cesen.
Finita la guerra, e ritornati in città, l’unico modo per scoprire cosa c’era oltre la nostra fascia pedemontana fu quella di unirsi ai ragazzi delle diverse parrocchie cittadine, che d’estate soggiornavano in diverse località dolomitiche.
Tre in particolare: Valle di Cadore, Digonera , Santo Stefano di Cadore.
Si stava lassù anche un mese, alloggiando in attendamenti o in tabià, si dormiva sul fieno, ci si muoveva “a vista”: non avevamo né guide né carte topografiche.

Aggiravamo e salivamo alla base delle pareti rocciose o si saliva sui ghiacciai con percorsi di decine di chilometri e con dislivelli superiori al migliaio di metri.
Nel 1951 una prima salita in roccia da solo, l’anticima Fanton nel gruppo dell’Antelao.
Il periodo che va dal 1951 al 1955 compreso è quello che ricordo più caramente.
è il periodo della ricerca e dell’avventura.
Compagni di queste escursioni, alcuni ragazzi delle parrocchie Trevigiane, tra i quali: Gaetano Pigozzo, Renato Celot, Aldo Corò…
Con Aldo, raggiunsi le cime dei maggiori colossi dolomitici.

Ci si addentrava nella maniera più impropria, osservando le fotografie delle cartoline di uso corrente, cercando di scoprire la via più facile per salire la cima.
Accadde così che a volte si raggiunse la cima seguendo delle varianti alla via normale “che non era di nostra conoscenza”; come avvenne durante la salita alla cima dell’Antelao e alla cima Boè nel gruppo del Sella. Finalmente capimmo che non era quello il modo di procedere e per acquisire le giuste conoscenze conveniva frequentare un’associazione alpina.
Ci inserimmo, allora nel 1955, alla sez. del C.A.I. di Treviso: fu cosi che attraverso la consultazione di carte topografiche, guide Alpinistiche, libri di montagna e pubblicazioni del Club Alpino Italiano, venemmo a conoscenza di quanto era avvenuto alpinisticamente in Italia e all’estero da almeno un centinaio d’anni.

Per qualche anno, poi, le vicissitudini della vita mi tennero lontano dalla montagna, ma nel 1958 iniziai a frequentare la palestra di roccia in Valle S. Felicita, alle pendici del Monte Grappa, una delle palestre di roccia esistenti allora nel veneto.
Nello stesso anno, all’interno della sezione C.A.I. molti giovani cominciarono a interessarsi all’arrampicata in montagna.
Nella primavera del ’59 venne istituita a Treviso la prima Scuola di Alpinismo che portò il nome di un illustre alpinista “Ettore Castiglioni”.
Direttore della scuola venne nominato la nota guida alpina Quinto Scalet, segretario il consigliere Luciano Levada, vice direttore il geom. E consigliere Renato Cappellari.
Il 21 Aprile ebbero inizio le lezioni teoriche, in sede C.A.I. condotte da Istruttori di roccia della sezione di Venezia.

Nei mesi di Luglio e Agosto dello stesso anno parecchi giovani inscritti parteciparono alle lezioni pratiche al Rifugio Pradidali.
Da parte mia, dopo un paio di uscite in montagna col “vecchio amico” Aldo, nel mese di ottobre entrambi “a cavallo” di una lambretta carenata “nuova fiammante” entrammo e scoprimmo Valle di Schievenin.

Nella Primavera del 1960 nella sezione C.A.I. di Treviso, si avvertì la necessità di formare il gruppo rocciatori; cosa che venne fatta.
Molte furono le vie aperte nella nuova palestra di roccia in Valle di Schievenin e parecchie le vie ripetute in dolomiti dai componenti il gruppo, su percorsi di media difficoltà.
Oggi nel 2008 pur con vicende alterne, nel corso di circa cinquant’anni; Gruppo rocciatori e scuola di Alpinismo “Ettore Castiglioni” sono ancora esistenti.

La Valle di Schievenin, oggigiorno, grazie allo sviluppo tecnologico di questi ultimi trent’anni, e al costante apporto di decine di giovani entro e fuori della provincia di Treviso, può essere considerata una delle più grandi palestre esistenti in Italia. Nell’ultima guida, uscita questa primavera, e aggiornata dal noto alpinista Pier Verri, si possono contare, più di 600 vie totalmente attrezzate.

23 Ottobre 2008
Ivano Cadorin

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